Impianto percutaneo valvola aortica (TAVI)

Che cos'è e perchè viene eseguita

La procedura di impianto percutaneo transcatetere della protesi valvolare aortica è una terapia di cardiologia interventistica che ha lo scopo di trattare stenosi valvolare aortica di grado severo in pazienti che presentano un elevato rischio cardiochirurgico (o intermedio).

L’indicazione a questo trattamento terapeutico viene posta da un equipe multidisciplinare di cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti (Heart Team) in pazienti che presentano caratteristiche anatomiche e cliniche specifiche e devono rispondere a precisi criteri di inclusione.

Come viene eseguita la TAVI

Si esegue mediante accesso arterioso femorale (all’inguine). In alcuni casi è preceduta dalla dilatazione della valvola con un apposito palloncino, che serve a facilitare il successivo impianto della protesi.

La protesi è una valvola biologica, in pericardio bovino, montato su un supporto (stent) in acciaio espandibile con pallone e si impianta sopra la valvola aortica originaria.

Un secondo accesso arterioso (radiale, brachiale o femorale) è necessario per il posizionamento di un catetere angiografico diagnostico per monitorare le varie fasi di posizionamento e di rilascio della valvola.

La procedura viene usualmente eseguita in sedazione ma talvolta può rendersi necessaria l’anestenesia generale con intubazione endotracheale, per avere il continuo monitoraggio con l’ecocardiografia transesofagea durante le fasi di posizionamento.

La complicanza più comune (che oscilla tra il 15% e il 20% a seconda delle diverse casistiche e del tipo di valvola impiantata) della procedura è la necessità di impiantare un pacemaker definitivo. La decisione di procedere a tale impianto viene generalmente presa sulla base di un attento monitoraggio clinico ed elettrocardiografico eseguito nei primi giorni successivi della procedura TAVI.

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